Faq

Radiatori 2000 dedica questa sezione alle FAQ, le domande più frequenti sui radiatori, le loro caratteristiche, la loro installazione e manutenzione.
Una rubrica utile per risolvere tutti i dubbi.

Il radiatore rappresenta uno dei componenti più importanti dell’impianto di riscaldamento deputato alla diffusione del calore nelle stanze delle vostre case.

Il radiatore, comunemente chiamato calorifero, riesce a generare calore grazie alla presenza di acqua calda che scorre al suo interno. Attraverso un sistema di tubature, l’acqua viene prima riscaldata dalla caldaia e poi raggiunge il radiatore riscaldandolo.

Il contenuto d’acqua di un radiatore è quindi componente fondamentale che determina l’efficienza del radiatore stesso (tempi di riscaldamento) ed eventuale risparmio energetico. Nei radiatori di alluminio, per la grande capacità di trasmissione termica del metallo stesso l’acqua contenuta è decisamente minore rispetto ai prodotti costruiti con altri materiali quindi avremo meno acqua da scaldare, maggiore inerzia termica e minori consumi.

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Scegliere il corretto radiatore non è semplice.

L’aiuto di un buon termotecnico è sempre auspicabile per capire esattamente la posizione in cui dovranno essere installati, gli allacci nuovi o esistenti da riprendere e la resa termica necessaria per scaldare in modo efficiente gli ambienti.

Detto questo, possiamo aiutarvi a capire preventivamente e con un metodo sommario di quanto calore avrete bisogno all’interno dei vostri ambienti e in questo modo rendervi più semplice la scelta dei radiatori stessi in base a modello, materiale e misure disponibili.

Non tutti i modelli di radiatore potrebbero fare al caso vostro anche se l’estetica vi convince, conoscere il vostro bisogno vi permetterà di scegliere più serenamente e consapevolmente.

La potenza termica necessaria a scaldare un ambiente è calcolata in W a partire dal volume della stanza da riscaldare.

Il volume è espresso in m³, si tratta di un dato facilmente ricavabile: vi basterà moltiplicare i mq della stanza da riscaldare per l’altezza del soffitto.

Si tratta di una prima approssimazione che non tiene conto di pareti, di altri elettrodomestici che generano calore, della disposizione dei radiatori all’interno dell’ambiente stesso, della classe di isolamento della casa e dell’esposizione delle stanze stesse, ma è comunque un buon punto di partenza.

Esempio pratico:

Partendo da una stanza di 20mq con un soffitto alto 2.5m si calcolano i m3 complessivi della stanza = 20mq *2.3m = 46m3

Solitamente 35 K/m3 possono essere una buona approssimazione di fabbisogno adatta a diverse aree geografiche.

Arriviamo, quindi, facilmente al nostro fabbisogno termico moltiplicando 46mq * 35 W =1610 W/mq

Noto il fabbisogno termico di cui si ha bisogno, si devono calcolare:

  1. quanti radiatori possono essere installati e dove all’interno della stanza
  2. che spazi possono occupare in temini di misure (altezza, larghezza, profondità)

In questo modo, date le misure degli spazi a disposizione, potreste capire più o meno quanti elementi ogni radiatore deve avere per raggiungere la potenza richiesta.

Supponiamo di avere 70 cm di spazio in larghezza per ogni radiatore ed avere due nicchie sottofinestra.

Il radiatore quindi dovrà essere basso (interasse 600 mm) e con un definito numero di elementi che non vadano oltre ai 70 cm complessivi.

Un elemento standard radiatore pressofuso modulabile è largo circa 8 cm quindi:

70 cm:8 cm = 8.75 cm

In questo caso ogni radiatore avrà 8/9 elementi massimo

Conosciuti il fabbisogno termico totale necessario e gli spazi disponibili bisogna capire la potenza termica di ogni singolo elemento radiante

Come si fa? Consultando la scheda tecnica sotto la colonna Delta T50 si scoprirà la potenza termica degli elementi radianti.

Nel caso di Ottimo, la potenza è circa 119 W (ricavabile dalla scheda tecnica sotto la colonna DeltaT50). Il radiatore in totale avrà: 7*119 W = 833 W di potenza che, moltiplicato per due radiatori, sono 1666 W. In questo caso sappiamo che installando due radiatori da 7 elementi in casa si avrà (spannometricamente) sufficiente fabbisogno.

Importante notare come il fattore di resa termica sia da ricercare nelle schede tecniche del prodotto scelto sempre sotto allo standard DeltaT50.

Fonte: Tabella tecnica radiatore OTTIMO prodotto da Radiatori 2000 Spa

Oltre alla potenza termica, cosa devo considerare per scegliere un radiatore correttamente? L’Interasse del radiatore

COSA È? Corrisponde alla distanza tra gli attacchi

Scegliere l’interasse corretto significa conoscere il posizionamento dei tubi dell’impianto e l’altezza del radiatore. Esempio: Interasse 600 mm = radiatore alto più o meno 60 cm (di solito la differenza è minima tra interasse e reale altezza del radiatore)

Ultima cosa da sapere:

Se gli impianti lavorano a bassa temperatura si può calcolare la resa termica anche utilizzando il DeltaT30, sempre più attuale con i moderni sistemi di riscaldamento che utilizzano caldaie a condensazione.

I radiatori in alluminio si adattano perfettamente a questo tipo di impianto e utilizzano un minor quantitativo d’acqua per cui il risparmio energetico è assicurato.

Ottimizzare non significa aumentare, ma fare in modo che il radiatore funzioni al meglio delle sue capacità e porti benefici all’utilizzatore.

PRIMA REGOLA
Indipendentemente dal materiale scelto la prima regola è NIENTE OSTACOLI, quindi è opportuno evitare tendaggi pesanti o collocare dei mobili davanti al radiatore stesso che potrebbero limitarne la diffusione del calore. Un radiatore dietro una porta che rimane aperta non funziona al massimo del suo potenziale.

SECONDA REGOLA
Installare delle valvole termostatiche. Grazie a questi piccoli dispositivi anche chi abita in un condominio con riscaldamento centralizzato potrà gestire in modo più autonomo il proprio impianto, impostando per ogni ambiente la potenza desiderata. In questo modo si può risparmiare sui costi delle bollette, ottimizzando la potenza quando e come si desidera.

La causa è quasi sempre una bolla d’aria che si è formata all’interno dei suoi elementi. La bolla d’aria impedisce la circolazione dell’acqua e il radiatore resta freddo o scalda poco.

Possiamo eliminare il problema facilmente con l’apposita valvola di sfiato posta sul tappo superiore degli elementi del radiatore:

– spengere la caldaia o disattivare il riscaldamento;

– premunirsi di un recipiente e porlo sotto la valvola di sfiato;

– aprire lentamente la valvola, se necessario aiutarsi con una pinza;

– lasciare aperta la valvola finché non un uscirà acqua senza bolle;

– dopo lo spurgo dell’aria verificare la pressione sul manometro della caldaia e, se necessario, ripristinare la pressione di esercizio a radiatori freddi a circa 1bar.

Se il radiatore non è dotato di valvolino di sfiato è consigliabile montarlo, ma l’intervento richiede lo svuotamento parziale del radiatore e quindi è necessario l’intervento di un professionista.

La legge Italiana (DPR 412/93) impone una temperatura media non superiore ai 20 gradi all’interno degli ambienti (con una tolleranza di +2°C).

Quindi nelle varie stanze è possibile avere anche valori diversi. Quelli consigliati sono i seguenti:

– Salotto e sala pranzo: 21 gradi

– Cucina e stanza da letto: 17 gradi

– Ingresso: 18 gradi

– Bagno: 23 gradi

Fonte: https://www.lavorincasa.it/sostituzione-del-termosifone/

Innanzitutto, occorre fissare delle staffe che sorreggeranno il termosifone: ne bastano due, poste a debita distanza.

L’installazione varia in base al tipo di staffa impiegata, e prevede quasi sempre la creazione di due o più fori nel muro (il numero dipende dagli agganci presenti), nei quali poi verranno fissati i sostegni.

Posizionate le staffe, e controllato che siano ben salde, adagiamo su di esse il termosifone, facendo attenzione al giusto orientamento dello stesso (prendete le scritte come punto di riferimento).

Una volta agganciato il termosifone alle staffe, procedere con il collegare il tubo di carico (presente quasi sempre in alto), e quello di scarico (in basso), serrandoli bene con una chiave inglese della giusta misura e aiutandosi con della stoppa idraulica per evitare perdite d’acqua.

È un’operazione complicata per non esperti: meglio chiedere supporto al punto vendita in cui avete acquistato il prodotto o all’idraulico. Potranno facilitare il compito nonché dare supporto se si riscontrassero particolari intoppi.

Fonte: https://faidatemania.pianetadonna.it/come-installare-i-termosifoni-361983.html#steps_0

Certamente sì, senza dubbio consigliamo il supporto di un esperto, ma qualora voleste fare personalmente, qui sotto qualche rapido consiglio.

È un’operazione complicata per non-esperti ed è meglio avere il supporto di un idraulico o del punto vendita in cui avete acquistato il prodotto, in modo da facilitarvi il compito e aiutarvi se subentrano particolari intoppi.

La prima fase è quella di svuotare completamente l’impianto termico. Chiudete la valvola di carico acqua della caldaia, dopo aver assicurato lo spegnimento della stessa. Chiudete le valvole del termosifone che andrete a sostituire con un termoarredo.

Dopo aver svuotato completamente il radiatore, sollevatelo dalle staffe e mettetelo da parte. Procuratevi una bacinella o un secchio abbastanza capienti e aprendo la valvola superiore, iniziate a svuotare l’impianto termico. Per modificare gli attacchi del termosifone, dovrete necessariamente svolgere questa operazione che vi consentirà di spostare i tubi, adattandoli a un termo-arredo.

Svuotato l’impianto, provvedere all’eliminazione delle staffe a muro.

Con del cemento a presa rapida bloccate definitivamente gli attacchi che siete andati a modificare. Dopo che avrete effettuato le rifiniture murarie necessarie, provvedete all’installazione del vostro termoarredo. Riempite nuovamente l’impianto termico e sfiatate tutti i termosifoni e i termoarredo della casa.

 

La risposta è sicuramente sì.

Ogni radiatore può essere sostituito per motivi funzionali o esigenze estetiche, o ristrutturazioni.

Quando il nuovo radiatore non è identico al vecchio si dovranno fissare le nuove staffe e modificare le tubazioni di carico e scarico (i cosiddetti allacci).

Dopo aver eseguito le operazioni di rimozione del radiatore, si posa il nuovo radiatore a faccia in giù sul pavimento e si misura la distanza tra le staffe del radiatore riportandole sul muro.

Alcuni termosifoni ad elementi componibili non hanno staffe per l’aggancio ma viene usato lo spazio tra gli elementi per poggiarli sui supporti a muro.

A partire dal pavimento si riporta la misura sulla parete tracciando una linea orizzontale e subito dopo la posizione tra gli assi delle staffe del radiatore.

IMPORTANTE: i segni sul muro per l’aggancio devono essere a distanza uguale dalle due tubazioni dell’acqua. Allineando le mensole ai segni di matita si segnano e si praticano dei fori sulla parete inserendo i tasselli ad espansione per il fissaggio delle mensole.

Il consiglio è sempre leggere attentamente le istruzioni se si desidera un lavoro fai da te o rivolgersi al proprio idraulico per un lavoro fatto in modo ineccepibile soprattutto se si necessita un cambio di allacci. I radiatori di alluminio hanno allacci standard che possono essere facilmente ripresi anche da quelli in ghisa, quindi la scelta più semplice è sicuramente non cambiare modello.

 

Ci sono poi aziende in grado, attraverso particolari tecnicismi, di riprendere allacci esistenti senza bisogno di lavori aggiuntivi. Il marchio Ridea del nostro gruppo è specializzato nella flessibilità produttiva e vi potrà essere d’aiuto qualora voleste un termoarredo dal design più spiccato.

Se invece i vostri gusti sono più classici ma prestate comunque attenzione a qualità ed efficienza, i radiatori in alluminio che troverete sul sito www.radiatori2000.it potrebbero fare al caso vostro.

La valvola possiede un regolatore proporzionale di temperatura, ovvero un soffietto con un liquido termostatico. se la temperatura sale, il liquido aumenta di volume e fa dilatare il soffietto: così si interrompe il flusso di acqua al radiatore. Quando la temperatura scende, il soffietto si sgonfia per la spinta della molla di contrasto e l’acqua torna a scorrere verso il radiatore.

I vantaggi delle valvole:

  • sono automatiche e regolano autonomamente il flusso di acqua calda nel radiatore su cui sono installate;
  • funzionano solo quando servono e quindi riducono i consumi;
  • la temperatura resta a un valore adeguato e rende gli ambienti confortevoli

 

A livello condominiale si ha un risparmio medio dal 15% al 25% il primo anno e un ulteriore 5% o 8% il secondo.

A livello individuale, l’applicazione di un diverso criterio di riparto basato sugli effettivi consumi e non “a millesimi”, produrrà un risparmio consistente a coloro che prelevano meno calore dai radiatori e/o che hanno una bassa potenza installata.

Dal 30 Giugno 2017 vige l’obbligo per i condomini e gli edifici polifunzionali di contabilizzare i consumi di riscaldamento secondo la norma tecnica UNI 10200. La norma serve a ripartire correttamente le spese per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria negli edifici serviti da un’unica centrale termica.

Sostanzialmente l’obbligo è diviso in tre punti:

  1. Contabilizzazione: si realizza principalmente con l’installazione dei ripartitori sui radiatori
  2. Termoregolazione: si realizza principalmente con l’installazione delle valvole termostatiche sui radiatori
  3. Nuove tabelle millesimali: tutti gli edifici con riscaldamento centralizzato devono adeguare le tabelle millesimali del riscaldamento alla nuova norma UNI 10200

La Termoregolazione, effettuata tramite cronotermostati ambiente o valvole termostatiche applicate ai caloriferi, permette ai singoli condòmini di regolare la propria temperatura di comfort in maniera totalmente indipendente dagli altri condòmini.

L’erogazione del calore prodotto in centrale termica avviene così solo dove e quando serve, in modo da efficientare il funzionamento della caldaia evitando sprechi e situazioni non confortevoli negli appartamenti.

La Contabilizzazione del Calore, così come previsto dal decreto di recepimento della direttiva 2012/27/Ue, misura solo il calore realmente utilizzato da ogni singolo appartamento e permette di ripartire le spese di riscaldamento tra i condòmini in base al consumo effettivo. I dati vengono registrati su apposite centraline esterne alle unità abitative, garantendo letture rapide e precise senza arrecare disturbo agli utenti.

Insieme, queste due tecnologie rappresentano oggi la soluzione più evoluta per garantire contemporaneamente la totale indipendenza e l’assoluta sicurezza agli utenti degli impianti di riscaldamento centralizzato.

  • Gestione autonoma del riscaldamento
  • Riduzione sprechi, risparmio certo
  • Accesso a incentivi e detrazioni fiscali
Fonte:  https://faidatemania.pianetadonna.it/come-installare-i-termosifoni-361983.html#steps_0

La risposta è sì!

È necessario che il condominio possa impostare la temperatura desiderata su tutti i radiatori e, di conseguenza, paghi gli effettivi consumi.

Lo richiede la norma di riferimento.

Fonte: https://www.emmegiservizi.com/domande-frequenti-sulla-contabilizzazione-di-calore/

 

Per prima cosa, bisogna capire se il rumore arriva dai radiatori o dalle tubazioni.

Se il rumore proviene dal radiatore, e se il radiatore è composto da più parti assemblate fra loro, si deve controllare se sono unite in modo corretto, facendo delle prove muovendo i vari elementi.

Si può provare con un po’ di lubrificante per aiutare i componenti a non fare attrito durante le fasi di dilatazione.

Se il rumore non proviene dal radiatore, la faccenda si complica.

La causa è sempre la dilatazione termica del materiale che però riguarda le tubazioni. Solitamente, è un problema che riguarda i vecchi impianti di riscaldamento, senza isolamento termico. Negli impianti recenti invece non dovrebbe verificarsi, perché la normativa da molti anni obbliga ad isolare correttamente le tubazioni per evitare dispersioni termiche e fastidiosi rumori. L’isolamento poi è in un materiale morbido che permette la dilatazione dei tubi senza rumori. Ci sono alcuni rimedi da mettere in pratica, eccoli:

  • ridurre la temperatura di funzionamento del riscaldamento: solitamente il rumore da dilatazione si manifesta all’accensione e allo spegnimento dell’impianto, quindi quando i tubi si scaldano o si raffreddano e allungando le ore di funzionamento le tubazioni subiranno meno sbalzi termici.
  • se il rumore è notturno, regolare il termostato per non far partire il riscaldamento di notte
  • controllare se la tubazione di mandata è posizionata correttamente e non invertita con quella di ritorno: se sono invertite, ci sono tre soluzioni: 1) correggere l’errore intervenendo nel collettore di zona oppure direttamente negli attacchi a radiatore; 2) invertire le due valvole 3) togliere provvisoriamente la testa termostatica in modo che la valvola si apra completamente.

 

Fonte: http://www.newsystem-blog.it/article-rumore-di-tichettio-dai-radiatori-100934988.html

Il problema del “gorgoglio” è da ricondursi a presenza di aria nell’impianto e solitamente è facile accorgersene perché il rumore si sente provenire direttamente dal radiatore che nella parte superiore rimane freddo, questo caso si può risolvere senza doversi rivolgere all’idraulico e bisogna procedere come segue:

Spegnere la pompa di riscaldamento abbassando il termostato della zona interessata, attendere 3-5 minuti e sfiatare il radiatore tramite l’apposita valvolina fino a che esce acqua, andare in caldaia e controllare la pressione dell’impianto guardando il manometro ed eventualmente caricare un po’ di acqua nell’impianto, a questo punto si può far ripartire l’impianto.

Tutte le caldaie murali hanno un piccolo rubinetto posto nella parte inferiore che serve a caricare l’acqua nel circuito di riscaldamento, in casi di impianti più complessi o dove non ci sia una caldaia murale, può essere stata installata una valvola esterna che normalmente è vicino al manometro.

Il manometro che indica la pressione ha una forma circolare con i numeri che solitamente vanno da 0 a 6 (ATM oppure BAR).

La pressione va regolata a seconda di quanti piani ci sono sopra la caldaia e comunque non deve essere inferiore a 1,0 e neppure superiore a 3,0. Pressioni basse possono provocare il blocco della caldaia e pressioni maggiori possono far aprire le valvole di sicurezza (normalmente tarate a 3,5 BAR) che giunte a questa pressione si dovrebbero aprire per salvaguardare l’integrità dell’impianto.

Nel caso abbiate dubbi chiedete al vostro idraulico perché il vaso d’espansione del Vostro impianto dovrebbe essere stato tarato da lui in fase di collaudo. In alternativa contate i piani al di sopra di quello in cui c’è la caldaia e moltiplicateli per 0,3 e poi aggiungete 1,0.

Quindi: casa a 3 piani con caldaia al piano terra: (2×0,3) + 1,0 = 1,6 bar. Esagerare con la pressione non serve a niente e, se riempite l’impianto quando tutti i radiatori sono ancora freddi, dovete considerare che quando l’acqua sarà calda la pressione aumenterà perché i liquidi aumentano di volume all’aumentare della temperatura.

Fonte: http://www.newsystem-blog.it/article-rumore-di-gorgoglio-nei-radiatori-100640748.html

Per preparare al meglio i termosifoni in vista dell’inverno va eseguita una serie di piccoli interventi di manutenzione.

  • spurgare i tubi dall’aria che non permette una corretta propagazione del calore in maniera uniforme
  • verificare se la pressione all’interno dell’impianto ha i valori giusti
  • pulire tutti gli elementi levando la polvere con il dispositivo più adatto: compressore, aspirapolvere con tubo, soffio d’aria calda e bombolette ad aria compressa.
  • detergere tutti gli elementi dei termosifoni con un panno umido e un detergente adatto alla superficie che si sta trattando.
  • sistemare eventuali perdite d’acqua chiamando un tecnico specializzato se necessario
  • valutare la dispersione del calore

 

Ogni anno, in inverno, è sempre la stessa storia. Aumentano i rischi di radiatori che presentano improvvise deformazioni o che non sono a tenuta.

Specialmente nelle stanze che d’inverno vengono riscaldate poco e per nulla, la temperatura può scendere anche al di sotto dello zero. Fanno parte di queste stanze i garage, le cantine, le camere da letto o per gli ospiti e le soffitte.

Anche un’errata consapevolezza dei costi da parte dell’utente può portare a problemi, vale a dire quando l’utente chiude la valvola termostatica sul radiatore o spegne completamente l’impianto di riscaldamento.

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