Radiatori 2000 dedica questa sezione alle FAQ, le domande più frequenti sui radiatori, le loro caratteristiche, la loro installazione e manutenzione.
Una rubrica utile per risolvere tutti i dubbi.
FAQ
Il radiatore è un componente fondamentale negli impianti di riscaldamento, progettato per trasferire il calore generato dalla caldaia agli ambienti, rendendo la tua casa confortevole durante i mesi più freddi. Il funzionamento è semplice ma efficace: l’acqua calda, riscaldata dalla caldaia, fluisce attraverso il radiatore, cede il suo calore alla superficie metallica e, a sua volta, riscalda l’aria circostante, aumentando la temperatura della stanza.
Un elemento cruciale per determinare l’efficienza di un radiatore è la quantità di acqua che contiene. Nei radiatori in alluminio, grazie all’alta conducibilità termica del materiale, il volume d’acqua richiesto è notevolmente inferiore rispetto a radiatori costruiti con materiali come ghisa o acciaio. Questo comporta una riduzione dei tempi di riscaldamento, poiché l’alluminio trasferisce il calore in modo più rapido e uniforme. Con meno acqua da riscaldare, si riduce anche la quantità di energia necessaria per raggiungere la temperatura desiderata.
La minor quantità di acqua implica anche una minore inerzia termica, cioè il tempo che il radiatore impiega per riscaldarsi e per raffreddarsi. In pratica, il radiatore in alluminio risponde in modo molto più veloce agli aggiustamenti della temperatura, adattandosi alle esigenze dell’ambiente in modo rapido e preciso. Questo non solo migliora il comfort termico, ma ottimizza anche il consumo energetico, riducendo gli sprechi e abbassando i costi di gestione.
Inoltre, i radiatori in alluminio sono particolarmente adatti per impianti a bassa temperatura, come quelli alimentati da pompe di calore o caldaie a condensazione, dove l’acqua viene riscaldata a temperature più basse. La capacità di riscaldarsi velocemente, unita alla distribuzione uniforme del calore, permette di ottenere prestazioni elevate anche con temperature più basse, rendendo questi radiatori ideali per sistemi di riscaldamento moderni e ad alta efficienza.
In sintesi, scegliere un radiatore in alluminio significa avere un prodotto che riscalda in modo più rapido ed efficiente, riducendo il consumo energetico e migliorando il comfort, con un impatto positivo sui costi di gestione a lungo termine.
Un impianto monotubo è un sistema di riscaldamento in cui l’acqua calda circola attraverso una sola tubazione che collega tutti i radiatori in serie, senza un ritorno separato. In pratica, l’acqua calda entra nel primo radiatore, lo riscalda e poi prosegue verso il successivo, passando attraverso ogni radiatore prima di tornare alla caldaia. Questo tipo di impianto è spesso utilizzato in edifici più vecchi. La principale caratteristica del radiatore monotubo è che l’acqua perde gradualmente temperatura man mano che avanza lungo il circuito, il che può comportare un riscaldamento meno uniforme nei radiatori più lontani dalla caldaia. Per compensare, si può regolare il flusso tramite valvole di regolazione sui singoli radiatori. Questo sistema è semplice e meno costoso da installare, ma meno efficiente rispetto al sistema a doppio tubo, dove ogni radiatore ha un ingresso e un’uscita separati.
Per l’installazione di un radiatore con impianto monotubo, è necessario considerare vari aspetti tecnici e pratici per garantire un funzionamento ottimale e sicuro dell’impianto. Ecco cosa si deve prevedere:
- Progettazione del circuito: La disposizione dei radiatori in un impianto monotubo deve essere pianificata per garantire una buona circolazione dell’acqua e una distribuzione del calore uniforme. In un sistema monotubo, i radiatori sono collegati in serie, quindi l’acqua calda scorre da un radiatore all’altro. È importante evitare percorsi troppo lunghi o tortuosi per ottimizzare l’efficienza.
- Scelta dei radiatori e delle valvole: Ogni radiatore deve essere dotato di valvole di regolazione per consentire il controllo del flusso d’acqua e la regolazione della temperatura. Queste valvole permettono di bilanciare la quantità di calore che ogni radiatore emette, compensa la perdita di temperatura lungo il percorso e ottimizza l’efficienza.
- Materiale dei tubi: I tubi utilizzati per il sistema monotubo devono essere di materiale resistente e ben isolato per evitare dispersioni termiche. Tipicamente si usano tubi in rame, multistrato o PVC, che garantiscono resistenza e lunga durata.
- Pendenza delle tubazioni: I tubi devono essere posati con una leggera pendenza per favorire la circolazione dell’acqua e ridurre il rischio di accumulo di aria nel sistema, evitando quindi malfunzionamenti e inefficienze.
- Posizionamento dei radiatori: I radiatori vanno posizionati in modo strategico per massimizzare l’efficienza del riscaldamento. È importante che non siano ostacolati da mobili o tende, per consentire una corretta diffusione del calore nell’ambiente.
- Sfiato dell’aria: Ogni radiatore deve essere dotato di una valvola di sfiato per eliminare l’aria intrappolata nel sistema. L’aria impedisce il corretto flusso dell’acqua e riduce l’efficienza del riscaldamento. Lo spurgo deve essere effettuato regolarmente.
- Controllo della pressione: È necessario verificare la pressione dell’impianto una volta completata l’installazione, per assicurarsi che non ci siano perdite e che il sistema funzioni correttamente. La pressione dovrebbe essere mantenuta tra 1 e 1,5 bar per il funzionamento ottimale.
- Isolamento dei tubi: Per migliorare l’efficienza energetica, è consigliabile isolare i tubi che attraversano ambienti non riscaldati (come cantine o soffitte), per ridurre la dispersione di calore e migliorare il rendimento del sistema.
- Verifica della compatibilità con la caldaia: Assicurati che la caldaia e il sistema monotubo siano compatibili. In un impianto monotubo, la caldaia deve essere in grado di mantenere una temperatura costante e adeguata per garantire il corretto funzionamento del sistema.
- Bilanciamento dell’impianto: Dopo l’installazione, è necessario eseguire un bilanciamento dell’impianto, regolando i flussi nei radiatori per evitare che alcuni riscaldino troppo e altri troppo poco. Questo è particolarmente importante in impianti monotubo, dove la temperatura dell’acqua diminuisce man mano che si sposta verso i radiatori più lontani dalla caldaia.
Seguendo queste indicazioni, l’installazione di un radiatore in un impianto monotubo sarà ottimizzata, garantendo efficienza, comfort e durata dell’impianto.
Il diaframma per radiatori è un dispositivo utilizzato per regolare il flusso dell’acqua all’interno dei radiatori, migliorando l’efficienza del sistema di riscaldamento. Viene generalmente installato nella valvola di ingresso del radiatore. Il suo scopo è limitare la quantità di acqua che entra nel radiatore, permettendo una distribuzione del calore più omogenea e riducendo il rischio di surriscaldamenti locali. Il diaframma agisce come una restrizione che regola la portata d’acqua, contribuendo a mantenere una temperatura costante in tutti i radiatori di un impianto. È particolarmente utile in impianti monotubo, dove la temperatura dell’acqua diminuisce lungo il circuito. Il diaframma si adatta facilmente alla valvola e può essere regolato in base alle necessità per bilanciare il sistema e ottimizzare i consumi energetici, evitando sprechi e migliorando il comfort.
Per calcolare la resa termica necessaria per gli ambienti di casa, bisogna prendere in considerazione diversi fattori che influenzano il fabbisogno di calore di un ambiente. Ecco i passaggi principali:
- Volume dell’ambiente: Innanzitutto, è importante conoscere il volume della stanza (lunghezza x larghezza x altezza) in metri cubi (m³). Più grande è il volume dell’ambiente, maggiore sarà la quantità di calore necessaria.
- Isolamento termico: La qualità dell’isolamento termico dell’edificio influisce significativamente sul fabbisogno energetico. In ambienti ben isolati, la dispersione di calore è minore e, di conseguenza, sarà richiesta meno energia per mantenere la temperatura. Se la casa è ben isolata, si dovranno considerare meno kilowatt (kW) rispetto a una casa con scarsa coibentazione.
- Differenza di temperatura: La temperatura ideale per il comfort domestico è generalmente attorno ai 20-22°C. Il calcolo della resa termica tiene conto della differenza tra la temperatura interna desiderata e quella esterna media invernale (più bassa). Maggiore è la differenza, maggiore sarà la potenza necessaria.
- Tipo di radiatori e impianto: Ogni sistema di riscaldamento ha una sua efficienza. Ad esempio, i radiatori a bassa temperatura (adatti per pompe di calore o caldaie a condensazione) richiedono una resa termica più alta rispetto ai radiatori tradizionali a temperatura più alta. Inoltre, materiali come l’alluminio, che hanno una maggiore capacità di conduzione termica, consentono un riscaldamento più rapido ed efficiente.
- Finestrature e orientamento: Le finestre, specialmente se non ben isolate, sono una fonte di dispersione di calore. L’orientamento dell’edificio (nord, sud, est, ovest) influisce anche sulla quantità di energia solare che entra in casa, aumentando o riducendo il carico termico.
Una formula semplificata per determinare la potenza termica necessaria di un ambiente potrebbe essere:
Q = V x ΔT x K
Dove:
- Q è la potenza termica necessaria (in kW)
- V è il volume dell’ambiente (in m³)
- ΔT è la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno (in °C)
- K è il coefficiente che dipende dall’isolamento e dalla tipologia dell’ambiente (ad esempio, un valore medio di 35-50 W/m³°C per ambienti con buono o medio isolamento)
Una volta calcolato il fabbisogno termico in kW, si potrà scegliere il radiatore o il sistema di riscaldamento più adatto in base alla potenza termica che è in grado di erogare. Ogni radiatore ha una resa termica che dipende dalle sue dimensioni, dal materiale e dal tipo di impianto.
In sintesi, il calcolo preciso della resa termica per ogni ambiente richiede di considerare tutte queste variabili per dimensionare correttamente il sistema di riscaldamento e garantire un comfort ottimale senza sprechi energetici.
Oltre alla potenza termica, cosa si deve considerare per scegliere un radiatore correttamente? L’Interasse del radiatore.
COSA È? La distanza tra il centro dei due attacchi (o bocchette) di collegamento al sistema di tubature, che si trovano solitamente nella parte inferiore del radiatore. Questi attacchi sono i punti dove il radiatore si collega all’impianto di riscaldamento, attraverso il quale l’acqua calda entra ed esce dal radiatore per riscaldare l’ambiente. Scegliere l’interasse corretto significa conoscere il posizionamento dei tubi dell’impianto e l’altezza del radiatore. Esempio: Interasse 600 mm = radiatore alto più o meno 60 cm (di solito la differenza è minima tra interasse e reale altezza del radiatore).
Per un impianto a bassa temperatura, come una pompa di calore o un sistema a pannelli radianti, la resa termica ideale da considerare è intorno al 100-120% rispetto al rendimento nominale, poiché questi impianti lavorano in modo più efficiente a temperature di mandata basse (40-50°C). La resa dipende anche dal tipo di sistema, ma generalmente i dispositivi a bassa temperatura sono più efficienti rispetto ai tradizionali impianti a alta temperatura.
Sulle schede tecniche dei nostri radiatori va considerata la resa termica con DeltaT a 30 gradi.
Per ottimizzare il funzionamento di un radiatore, è fondamentale seguire alcune regole pratiche che migliorano l’efficienza energetica e il comfort senza necessariamente aumentare la potenza. Ecco i punti da considerare:
- Niente ostacoli: Assicurati che nulla ostacoli il flusso d’aria intorno al radiatore. Evita di posizionare mobili o tende pesanti che potrebbero bloccare la circolazione dell’aria calda. Un radiatore posto dietro una porta aperta, ad esempio, perde molta della sua capacità di riscaldamento. L’aria calda tende a salire e, senza un’adeguata circolazione, non raggiunge l’intero ambiente in modo efficace.
- Valvole termostatiche: Installare delle valvole termostatiche è una delle soluzioni più efficaci per ottimizzare il funzionamento di un radiatore. Questi dispositivi regolano automaticamente la temperatura in base alla richiesta, evitando sprechi di energia e migliorando il comfort. In un impianto centralizzato, permettono una gestione più autonoma della temperatura in ogni stanza, consentendo di ridurre i consumi e risparmiare sulle bollette.
- Manutenzione regolare: È importante anche mantenere il radiatore pulito e privo di polvere, che potrebbe ridurne l’efficienza. Periodicamente, verificare che non ci siano perdite o aria all’interno del sistema, effettuando eventualmente uno spurgo.
In sintesi, ottimizzare non significa necessariamente aumentare la potenza, ma sfruttare al meglio le capacità del radiatore attraverso una corretta gestione del flusso d’aria e l’uso di dispositivi come le valvole termostatiche.
Se un radiatore non scalda, la causa più comune è la presenza di una bolla d’aria all’interno degli elementi, che impedisce la corretta circolazione dell’acqua calda. Questo problema può essere facilmente risolto con una procedura di spurgo. Ecco cosa fare:
- Spegnere la caldaia o disattivare il riscaldamento, in modo da evitare perdite di acqua o danni.
- Preparare un recipiente e posizionarlo sotto la valvola di sfiato del radiatore. In questo modo raccoglierai eventuali gocce di acqua che usciranno durante la procedura.
- Aprire lentamente la valvola di sfiato posta sul tappo superiore del radiatore. Se necessario, puoi usare una pinza per girarla delicatamente. Inizialmente uscirà aria, seguita da un po’ d’acqua.
- Lasciare aperta la valvola finché non uscirà acqua senza bolle d’aria. Questo significa che tutta l’aria è stata eliminata dal radiatore e la circolazione dell’acqua è ripristinata.
- Dopo lo spurgo, verificare la pressione della caldaia tramite il manometro. Se la pressione è scesa sotto il valore consigliato (solitamente tra 1 e 1,5 bar quando l’impianto è freddo), è necessario ripristinare la pressione aggiungendo acqua nell’impianto, seguendo le istruzioni specifiche della caldaia.
Una volta completato lo spurgo e ripristinata la pressione, il radiatore dovrebbe iniziare a scaldare correttamente. Se il problema persiste, potrebbe esserci un altro guasto, come una valvola termostatica difettosa o un accumulo di fango all’interno dell’impianto, che richiederebbe ulteriori verifiche.
Le temperature ideali da mantenere per le stanze di casa sono fondamentali per garantire sia il comfort abitativo che l’efficienza energetica. Ecco le raccomandazioni per ogni ambiente:
- Soggiorno e zone comuni: La temperatura ideale per queste aree, dove trascorriamo la maggior parte del tempo, è di 20-22°C. Questo intervallo garantisce un comfort ottimale senza eccessi di consumo energetico.
- Camere da letto: Per favorire un sonno riposante, la temperatura ideale nelle camere da letto dovrebbe essere leggermente più bassa, tra i 18-20°C. Temperature troppo alte potrebbero interferire con la qualità del sonno.
- Cucina: Poiché la cucina è un ambiente che tende a riscaldarsi naturalmente durante la preparazione dei pasti, la temperatura ideale è tra 18-20°C. Tuttavia, in base all’uso, si può adattare leggermente.
- Bagno: In bagno, la temperatura ideale è di 21-23°C, per garantire comfort durante l’uso, specialmente quando si fa la doccia o il bagno. In questo caso, una temperatura un po’ più alta è consigliata per contrastare l’umidità e il freddo che si può avvertire durante la stagione invernale.
- Stanze poco frequentate (come corridoi o ripostigli): Per queste aree, dove non è necessario un riscaldamento costante, si può mantenere una temperatura tra 15-18°C. Questo riduce i consumi senza compromettere il comfort.
Consiglio pratico: Utilizzare termostati programmabili o valvole termostatiche sui radiatori permette di mantenere la temperatura ideale in modo efficiente e di ridurre i consumi energetici, ad esempio abbassando la temperatura di notte o quando non si è in casa.
La legge Italiana (DPR 412/93) impone una temperatura media non superiore ai 20 gradi all’interno degli ambienti (con una tolleranza di +2°C).
L’installazione di un radiatore richiede attenzione ai dettagli e una buona conoscenza del sistema idraulico. Ecco i passaggi principali per installare un radiatore in modo corretto:
1. Preparazione dell’ambiente
- Posizionamento: Scegli una posizione per il radiatore che consenta una buona distribuzione del calore e non sia ostacolata da mobili o tende. In genere, il radiatore viene posizionato sotto una finestra per contrastare la dispersione di calore.
- Misurazioni: Assicurati che ci sia sufficiente spazio sopra e intorno al radiatore per permettere una corretta circolazione dell’aria.
2. Posizionamento delle staffe
- Supporto del radiatore: Fissa le staffe a parete utilizzando una livella per assicurarti che il radiatore sia installato in modo orizzontale e stabile. Le staffe devono essere fissate ad ancoraggi solidi per supportare il peso del radiatore.
- Altezza di installazione: In genere, il radiatore viene posizionato a circa 10-15 cm dal pavimento e a 3-5 cm dalla parete per garantire un buon flusso d’aria.
3. Collegamento ai tubi
- Valvole di ingresso e uscita: Verifica che i raccordi del radiatore siano in linea con i tubi di alimentazione e ritorno del sistema di riscaldamento. A seconda della tipologia di radiatore (ad esempio, a 2 o 3 vie), collegherai i tubi in modo diverso.
- Tubi di collegamento: Utilizza i tubi appropriati per il sistema, come tubi in rame, plastica o multistrato, a seconda della tipologia dell’impianto. Raccorda i tubi alle valvole del radiatore e assicurati che i raccordi siano serrati correttamente, senza forzare.
- Valvole termostatiche: Se l’impianto prevede l’utilizzo di valvole termostatiche, installale sull’ingresso del radiatore. Queste permetteranno di regolare la temperatura in modo autonomo per ogni ambiente.
4. Collegamento all’impianto di riscaldamento
- Collegamento al circuito: Collega il radiatore al circuito di riscaldamento, utilizzando le connessioni giuste per il tipo di impianto (centrale o autonomo). Assicurati che le connessioni siano stagne per evitare perdite.
- Sfiato dell’aria: Prima di riempire l’impianto, posiziona il radiatore in modo che la valvola di sfiato dell’aria sia nella parte più alta. Questo permetterà di espellere l’aria dall’impianto durante il riempimento.
5. Verifica delle perdite e messa in pressione
- Controllo perdite: Dopo aver collegato i tubi, verifica che non ci siano perdite d’acqua ai raccordi utilizzando un’apposita chiave di serraggio per stringere eventuali connessioni non ben salde.
- Verifica della pressione dell’impianto: Accendi il sistema di riscaldamento e verifica la pressione dell’impianto (in genere dovrebbe essere tra 1 e 1,5 bar per un impianto freddo). Se necessario, aggiungi acqua all’impianto.
6. Spurgo dell’aria
- Una volta che l’impianto è in pressione, apri lentamente la valvola di sfiato del radiatore per far uscire l’aria intrappolata, finché non inizia a uscire acqua senza bolle d’aria. Questo garantirà una corretta circolazione dell’acqua nel radiatore e nel sistema.
7. Test finale
- Accendi il riscaldamento e verifica che il radiatore funzioni correttamente. Controlla se il radiatore si scalda uniformemente e che non ci siano rumori o anomalie nel circuito.
L’installazione di un radiatore è un lavoro che richiede precisione, ma se eseguito correttamente, garantirà un funzionamento efficiente e duraturo del sistema di riscaldamento.
Sì, è possibile modificare gli allacci del radiatore installato in casa, ma è importante farlo seguendo alcune linee guida e procedure corrette per evitare problemi. Le modifiche agli allacciamenti richiedono competenze tecniche e una buona conoscenza del sistema di riscaldamento. Ecco cosa considerare:
1. Verifica delle necessità di modifica
- Motivo della modifica: Prima di tutto, è importante capire il motivo per cui si desidera modificare gli allacci del radiatore. Ad esempio, potrebbe essere necessario per cambiare la posizione del radiatore, aggiungere valvole termostatiche, passare a un altro tipo di impianto (come da impianto a bassa temperatura a uno ad alta temperatura), o semplicemente sostituire una valvola difettosa.
- Tipo di impianto: Se l’impianto è centralizzato o autonomo, le modalità di intervento possono variare. Gli impianti centralizzati, per esempio, richiedono più attenzione poiché ogni modifica potrebbe influenzare il funzionamento di tutta la rete.
2. Intervento sui raccordi
- Sostituzione o spostamento dei tubi: Se desideri spostare il radiatore o modificare la posizione dei raccordi, sarà necessario scollegare il radiatore e riadattare i tubi di alimentazione e ritorno. A seconda del tipo di impianto, questo potrebbe richiedere l’uso di nuovi raccordi, adattatori o modifiche alla configurazione esistente.
- Saldatura o giunzione: Se l’impianto è in rame, potrebbe essere necessario saldare i tubi per ottenere un raccordo stabile e sicuro. Per tubazioni in plastica o multistrato, si utilizzano giunti specifici per unire i tubi.
3. Valvole e valvole termostatiche
- Aggiunta di valvole termostatiche: Se l’intento è quello di aggiungere o sostituire le valvole termostatiche (per controllare autonomamente la temperatura del radiatore), il processo è abbastanza semplice: basta rimuovere la valvola esistente e installare quella nuova, facendo attenzione a non danneggiare i raccordi esistenti. Le valvole termostatiche sono facili da sostituire, ma bisogna fare attenzione alla compatibilità con l’impianto.
- Controllo della funzionalità: Dopo aver sostituito o modificato le valvole, è fondamentale verificare che il radiatore si scaldi correttamente e che non ci siano perdite ai raccordi.
4. Sfiato dell’aria e riempimento
- Rimozione dell’aria: Dopo aver modificato gli allacciamenti, sarà necessario eseguire lo spurgo dell’aria dal radiatore e dall’intero impianto. Questo per garantire che il flusso dell’acqua sia regolare e che il radiatore funzioni correttamente. Utilizzare la valvola di sfiato per eliminare l’aria in eccesso.
5. Verifica della pressione dell’impianto
- Controllo della pressione: Dopo aver modificato gli allacciamenti, è essenziale verificare la pressione dell’impianto di riscaldamento. Se necessario, ripristina la pressione al valore corretto, generalmente tra 1 e 1,5 bar per un impianto spento
6. Considerazioni finali
- Affidabilità dell’impianto: Le modifiche agli allacciamenti devono essere eseguite con attenzione per evitare perdite d’acqua o malfunzionamenti del sistema. È sempre consigliato affidarsi a un idraulico esperto per evitare danni, soprattutto se si trattano impianti centralizzati o complessi.
- Normative locali: In alcuni casi, potrebbero esserci regolamenti o normative locali che disciplinano le modifiche agli impianti di riscaldamento, soprattutto in contesti condominiali. È sempre bene verificare se è necessario ottenere permessi o approvazioni.
In sintesi, sì, è possibile modificare gli allacci del radiatore, ma è fondamentale farlo con attenzione, tenendo conto del tipo di impianto, delle normative e delle pratiche corrette per evitare problemi e garantire un funzionamento ottimale.
Sì, è assolutamente possibile sostituire un vecchio radiatore, e spesso è una buona idea per migliorare l’efficienza energetica e il comfort dell’impianto di riscaldamento. La sostituzione di un radiatore è un intervento relativamente semplice, ma richiede alcune attenzioni. Ecco i passi principali da seguire:
1. Verifica dell’impianto
- Tipo di impianto: Prima di procedere, è importante sapere se l’impianto di riscaldamento è centralizzato o autonomo, perché le modalità di intervento possono variare. Se è centralizzato, potrebbe essere necessario coordinarsi con l’amministratore o con un tecnico per gestire la chiusura dell’alimentazione del calore.
- Compatibilità: Verifica che il nuovo radiatore sia compatibile con il tipo di impianto (ad esempio, impianto a bassa o alta temperatura). Inoltre, il nuovo radiatore dovrebbe avere la stessa capacità termica (o una capacità adeguata) rispetto al vecchio, per garantire una distribuzione del calore adeguata.
2. Preparazione
- Spegni il riscaldamento: Assicurati che l’impianto sia spento e che il sistema di riscaldamento sia freddo prima di iniziare a lavorare. Se necessario, chiudi la valvola di alimentazione dell’acqua per evitare fuoriuscite.
- Evita perdite: Fissa un recipiente sotto le valvole di ingresso e uscita del radiatore per raccogliere eventuali residui d’acqua che potrebbero fuoriuscire durante la rimozione.
3. Rimozione del vecchio radiatore
- Scollegamento delle valvole: Utilizza una chiave inglese per svitare i raccordi delle valvole di ingresso e uscita. Se il radiatore è collegato con tubi rigidi (come il rame), potrebbe essere necessario staccare i tubi e rimuovere il vecchio radiatore.
- Svuotamento dell’acqua: Una volta scollegato il radiatore, lasci che l’acqua residua fuoriesca. Usa un secchio o una bacinella per raccogliere l’acqua. A questo punto, il vecchio radiatore sarà pronto per essere rimosso.
4. Installazione del nuovo radiatore
- Posizionamento del radiatore: Posiziona il nuovo radiatore sulle staffe di supporto (che devono essere fissate alla parete), assicurandoti che sia ben allineato e stabile. Verifica la distanza dalla parete (di solito circa 2-3 cm) e dal pavimento (circa 10-15 cm).
- Collegamento alle valvole: Collega il nuovo radiatore alle valvole di ingresso e uscita. Se le dimensioni o il tipo di raccordo del nuovo radiatore sono diversi da quelli del vecchio, potrebbero essere necessari adattatori. Utilizza nastro Teflon o altro sigillante per evitare perdite.
5. Sfiato dell’aria
- Rimozione dell’aria: Dopo aver collegato il radiatore, è importante eseguire lo spurgo dell’aria. Apri lentamente la valvola di sfiato presente sul radiatore finché non inizia a fuoriuscire acqua senza bolle d’aria. Questo permette una circolazione ottimale dell’acqua e impedisce che l’aria intrappolata comprometta il funzionamento del radiatore.
6. Verifica della pressione dell’impianto
- Controllo della pressione: Dopo aver sostituito il radiatore e sfiatato l’aria, verifica la pressione dell’impianto tramite il manometro della caldaia. Se necessario, ripristina la pressione aggiungendo acqua all’impianto. La pressione ideale varia tra 1 e 1,5 bar per un impianto spento.
7. Test finale
- Accensione del riscaldamento: Accendi il sistema di riscaldamento e controlla che il nuovo radiatore si scaldi correttamente. Assicurati che non ci siano perdite ai raccordi e che il radiatore funzioni in modo uniforme. Verifica che la temperatura sia quella desiderata e che il radiatore scaldi tutto il suo volume.
Considerazioni finali
- Manutenzione: Durante l’installazione di un nuovo radiatore, è anche un buon momento per controllare l’intero impianto di riscaldamento e fare una pulizia, se necessario, per evitare problemi futuri.
- Tipologie di radiatori: Se stai sostituendo un radiatore tradizionale, potresti considerare l’installazione di un radiatore più efficiente, come quelli in alluminio o a bassa temperatura, che garantiscono una migliore resa termica e consumi ridotti.
Sostituire un vecchio radiatore può portare miglioramenti significativi in termini di comfort e risparmio energetico, se fatto correttamente. Se non ti senti sicuro nell’eseguire l’intervento, è sempre consigliato affidarsi a un idraulico esperto per evitare danni e problemi futuri.
Le valvole termostatiche sono dispositivi che regolano automaticamente la temperatura di un radiatore, in base alla temperatura dell’ambiente. Funzionano tramite un sensore che rileva la temperatura dell’aria e regola il flusso dell’acqua nel radiatore. Quando la temperatura dell’ambiente raggiunge quella impostata sulla valvola, essa riduce il flusso di acqua calda, evitando il surriscaldamento della stanza. Se la temperatura scende, la valvola riapre, consentendo maggiore flusso d’acqua. Questo meccanismo migliora l’efficienza energetica, riducendo i consumi, e offre maggiore comfort, evitando sbalzi termici. Sono particolarmente utili in impianti di riscaldamento centralizzati, permettendo a ciascun ambiente di avere un controllo indipendente della temperatura.
Le valvole termostatiche non sono obbligatorie in tutte le abitazioni, ma in alcuni contesti lo sono, soprattutto per le nuove costruzioni e gli impianti centralizzati. In Italia, ad esempio, secondo le normative europee e le leggi italiane (come il Decreto Legislativo 102/2014), l’installazione di valvole termostatiche è obbligatoria per gli impianti di riscaldamento centralizzati in condominio, al fine di garantire una distribuzione equa del calore e un risparmio energetico.
Tuttavia, nelle abitazioni con impianti di riscaldamento autonomi, l’installazione delle valvole termostatiche non è obbligatoria, anche se è fortemente raccomandata per ottimizzare il comfort e ridurre i consumi energetici.
Il Decreto Legislativo 102/2014 è una norma italiana. Esso recepisce la direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica e stabilisce obblighi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e degli impianti di riscaldamento, tra cui la regolazione autonoma del calore nei condomini. Il decreto stabilisce l’obbligo di installare valvole termostatiche e contabilizzatori di calore negli impianti di riscaldamento centralizzati, per consentire a ciascun inquilino di regolare autonomamente la temperatura e di misurare il proprio consumo di energia termica.
L’obbligo riguarda principalmente le nuove costruzioni e i rinnovamenti di impianti in edifici esistenti, ma anche gli impianti centralizzati nei condomini. Il decreto mira a ridurre i consumi energetici e incentivare il risparmio energetico, come parte degli sforzi dell’Italia per rispettare gli obiettivi di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas serra previsti dall’Unione Europea.
La contabilizzazione e la termoregolazione possono portare a risparmi significativi sui consumi energetici, con una riduzione che può variare tra il 10% e il 30% (primo anno dal 15 al 25% e dal secondo dal 5 all’ 8% in media). La contabilizzazione consente di monitorare i consumi individuali di calore, garantendo che ogni inquilino paghi solo per il riscaldamento effettivamente utilizzato, evitando sprechi. La termoregolazione permette di impostare temperature ottimali per ogni ambiente, evitando il surriscaldamento e riducendo il tempo in cui il riscaldamento è acceso. Inoltre, la possibilità di regolare autonomamente la temperatura in ogni stanza ottimizza l’efficienza del sistema, riducendo i costi energetici complessivi. Questi sistemi, combinati, favoriscono un miglior comfort e una gestione più consapevole dei consumi, con un impatto positivo sia sul bilancio familiare che sull’ambiente.
Dal 30 Giugno 2017 vige l’obbligo per i condomini e gli edifici polifunzionali di contabilizzare i consumi di riscaldamento secondo la norma tecnica UNI 10200. La norma serve a ripartire correttamente le spese per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria negli edifici serviti da un’unica centrale termica.
Sostanzialmente l’obbligo è diviso in tre punti:
- Contabilizzazione: si realizza principalmente con l’installazione dei ripartitori sui radiatori.
- Termoregolazione: si realizza principalmente con l’installazione delle valvole termostatiche sui radiatori.
- Nuove tabelle millesimali: tutti gli edifici con riscaldamento centralizzato devono adeguare le tabelle millesimali del riscaldamento alla nuova norma UNI 10200.
La Termoregolazione, effettuata tramite cronotermostati ambiente o valvole termostatiche applicate ai caloriferi, permette ai singoli condòmini di regolare la propria temperatura di comfort in maniera totalmente indipendente dagli altri condòmini.
L’erogazione del calore prodotto in centrale termica avviene così solo dove e quando serve, in modo da efficientare il funzionamento della caldaia evitando sprechi e situazioni non confortevoli negli appartamenti.
La Contabilizzazione del Calore, così come previsto dal decreto di recepimento della direttiva 2012/27/Ue, misura solo il calore realmente utilizzato da ogni singolo appartamento e permette di ripartire le spese di riscaldamento tra i condòmini in base al consumo effettivo. I dati vengono registrati su apposite centraline esterne alle unità abitative, garantendo letture rapide e precise senza arrecare disturbo agli utenti.
Sì, secondo la normativa italiana, valvole termostatiche e ripartitori di calore devono essere installati su tutti i radiatori dell’unità immobiliare in edifici con impianti di riscaldamento centralizzati, come stabilito dal Decreto Legislativo 102/2014 e dalle successive direttive. L’installazione di questi dispositivi è obbligatoria per consentire una corretta termoregolazione e contabilizzazione dei consumi in modo che ogni inquilino possa gestire autonomamente il proprio riscaldamento, riducendo gli sprechi e promuovendo il risparmio energetico. I ripartitori servono a misurare la quantità di calore emessa da ciascun radiatore, mentre le valvole termostatiche regolano il flusso dell’acqua, mantenendo la temperatura desiderata. In questo modo, si ottimizza l’efficienza energetica e si evitano dissesti nella distribuzione del calore.
In Italia, come previsto dal Decreto Legislativo 102/2014, l’installazione di valvole termostatiche e ripartitori di calore è obbligatoria per tutti gli impianti di riscaldamento centralizzati, specialmente in edifici condominiali o complessi con impianti condivisi. La normativa è volta a garantire una gestione più equa del riscaldamento, permettendo a ogni unità immobiliare di regolare e contabilizzare i propri consumi energetici, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza energetica complessiva. Questi dispositivi devono essere installati su tutti i radiatori dell’unità immobiliare.
Differenze con l’estero:
- Unione Europea: La direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica ha imposto obblighi simili in tutti gli Stati membri, ma i dettagli di applicazione possono variare. Alcuni paesi, come la Germania e l’Austria, hanno già implementato questi requisiti da anni, con installazioni obbligatorie di valvole termostatiche in edifici con impianti centralizzati. Altri paesi, come la Francia, hanno requisiti simili ma con normative specifiche sulle modalità di installazione.
- Regolamentazioni più flessibili: In alcuni paesi, come il Regno Unito, la normativa non prevede un obbligo di installazione di valvole termostatiche e ripartitori in tutte le abitazioni, ma solo in contesti specifici, come nelle ristrutturazioni o in edifici nuovi.
- Impatto e applicazione: I paesi del nord Europa, con climi più rigidi, tendono a essere più rigorosi nell’applicazione di queste normative, mentre nei paesi del sud Europa, dove i riscaldamenti vengono utilizzati meno frequentemente, l’implementazione è stata più graduale.
In sintesi, sebbene la direttiva europea imponga alcune linee guida comuni, l’Italia ha adottato misure particolarmente stringenti, con obblighi di installazione universale, mentre all’estero le applicazioni possono variare in base alle specifiche normative nazionali.
Il ticchettio dei radiatori all’accensione è un fenomeno piuttosto comune e generalmente non grave, ma può risultare fastidioso. Questo rumore è causato dalla dilatazione termica del materiale del radiatore, che si espande e si contrae in risposta ai cambiamenti di temperatura quando l’acqua calda entra nel radiatore. Le lamiere di metallo (come acciaio o alluminio) si espandono e si deformano leggermente, provocando il tipico “ticchettio”.
Altre cause possibili di rumore includono:
- Aria intrappolata: Se nel radiatore c’è aria, questa non permette una corretta circolazione dell’acqua, causando rumori di gorgoglio o ticchettio. È importante spurgare l’aria tramite la valvola di sfiato per eliminare il problema.
- Valvole di regolazione: Le valvole che non sono completamente aperte o sono difettose possono creare resistenza al flusso dell’acqua, causando rumori di “ticchettio” o di “scorrimento irregolare”.
- Impianto squilibrato: Se l’impianto non è correttamente bilanciato, i radiatori più lontani dalla caldaia potrebbero avere un flusso d’acqua irregolare, con conseguente rumore.
- Impianto monotubo: In questo tipo di impianto, i radiatori sono collegati in serie, e il cambiamento di pressione e temperatura tra i radiatori può generare rumori.
Per ridurre o eliminare il ticchettio, è consigliabile:
- Spurgare i radiatori regolarmente per rimuovere l’aria.
- Verificare che le valvole di regolazione siano funzionanti e ben aperte.
- Bilanciare l’impianto per garantire una distribuzione uniforme del calore.
- Assicurarsi che i radiatori siano montati saldamente e non abbiano giochi o vibrazioni.
Il gorgoglio continuo dei radiatori con l’impianto acceso è un problema comune e, solitamente, è causato dalla presenza di aria intrappolata nel sistema. Quando l’aria rimane bloccata nei radiatori o nelle tubazioni, impedisce una circolazione fluida dell’acqua, causando il tipico suono di gorgoglio. Ecco le possibili cause e soluzioni:
- Aria nei radiatori: L’aria che si accumula nei radiatori può impedire il corretto flusso dell’acqua calda, creando rumori. La soluzione è spurgare l’aria tramite la valvola di sfiato del radiatore, facendo fuoriuscire l’aria fino a quando non esce acqua continua.
- Impianto non bilanciato: Se l’impianto non è correttamente bilanciato, l’acqua potrebbe non fluire in modo uniforme attraverso tutti i radiatori, creando turbolenze e gorgoglii. È necessario regolare il flusso nei singoli radiatori per ottenere una distribuzione più omogenea del calore.
- Valvole non aperte completamente: Se le valvole di regolazione non sono aperte correttamente, potrebbero causare una resistenza al flusso dell’acqua, creando rumori. Verifica che le valvole siano completamente aperte per consentire un flusso regolare.
- Circolazione dell’acqua lenta: Un flusso d’acqua troppo lento può generare turbolenze che causano il gorgoglio. Se l’impianto è troppo lungo o se il diametro dei tubi non è adatto, potrebbe essere necessario aumentare la portata dell’acqua o ottimizzare il dimensionamento dell’impianto.
- Pressione dell’impianto bassa: Una pressione troppo bassa nell’impianto di riscaldamento può anche generare rumori di gorgoglio. Verifica la pressione della caldaia e, se necessario, ripristinala al livello raccomandato (di solito intorno a 1-1,5 bar).
La soluzione primaria per eliminare il gorgoglio è rimuovere l’aria tramite lo spurgo dei radiatori. Se il problema persiste, potrebbe essere necessario un controllo più approfondito dell’impianto da parte di un tecnico, per valutare la possibilità di altre anomalie, come un impianto sbilanciato o una caldaia mal regolata.
Per preparare al meglio i termosifoni in vista dell’inverno va eseguita una serie di piccoli interventi di manutenzione preventiva:
Spurgare i tubi dall’aria che non permette una corretta propagazione del calore in maniera uniforme.
- Verificare se la pressione all’interno dell’impianto ha i valori giusti.
- Pulire tutti gli elementi levando la polvere con il dispositivo più adatto: compressore, aspirapolvere con tubo, soffio d’aria calda e bombolette ad aria compressa.
- Detergere tutti gli elementi dei termosifoni con un panno umido e un detergente adatto alla superficie che si sta trattando.
- Sistemare eventuali perdite d’acqua chiamando un tecnico specializzato se necessario.
- Valutare la dispersione del calore.
Sì, un radiatore può essere danneggiato dal gelo. Quando l’acqua all’interno di un radiatore congela, si espande, mettendo a rischio l’integrità del radiatore stesso e delle tubazioni. Questo fenomeno è particolarmente problematico in ambienti non riscaldati o durante periodi di freddo intenso, se l’impianto di riscaldamento non è in funzione o se la temperatura ambiente scende sotto lo zero.
I principali danni causati dal gelo includono:
- Rottura o crepe nel radiatore: L’espansione dell’acqua congelata può causare la formazione di crepe o fessure nel radiatore, specialmente se è in metallo (acciaio o alluminio), riducendo l’efficienza del sistema e provocando perdite d’acqua una volta che il ghiaccio si scioglie.
- Danno alle tubazioni: Il congelamento può danneggiare anche le tubazioni che collegano i radiatori, creando fessure che, una volta scongelate, causano perdite d’acqua.
- Perdita di efficienza: Se l’acqua non circola correttamente a causa di danni causati dal gelo, l’impianto di riscaldamento non funzionerà in modo ottimale, riducendo il comfort e aumentando i consumi.
Per evitare danni da gelo, è fondamentale:
- Mantenere la temperatura interna sopra il punto di congelamento (almeno 5-7°C).
- Svuotare gli impianti di riscaldamento non in uso durante l’inverno, se necessario, per prevenire il congelamento.
- Isolare correttamente le tubazioni e i radiatori in ambienti non riscaldati.
Se si teme che il radiatore sia stato danneggiato dal gelo, è importante farlo controllare da un esperto per evitare ulteriori danni.
Sì, l’alluminio è un materiale ad alta conducibilità termica, il che significa che riesce a riscaldarsi rapidamente e a emettere calore più velocemente rispetto ad altri materiali, come l’acciaio. Ciò si traduce in un maggiore comfort e minori consumi energetici.
I radiatori in alluminio, se ben mantenuti, possono avere una durata di circa 20-30 anni. Sono molto resistenti alla corrosione e necessitano di poca manutenzione, ma è importante evitare che l’acqua all’interno dell’impianto sia troppo aggressiva o ricca di impurità.
Sì, i radiatori in alluminio sono compatibili con impianti di riscaldamento esistenti, sia a bassa che a media temperatura. Tuttavia, è importante assicurarsi che l’impianto sia ben bilanciato e che la caldaia supporti il tipo di radiatore scelto.
I radiatori in alluminio sono molto versatili in termini di design e dimensioni, quindi si adattano bene sia a ambienti moderni che a spazi più tradizionali. Inoltre, sono disponibili in diverse finiture, quindi si possono scegliere in base allo stile dell’arredamento.
La causa potrebbe essere aria intrappolata nel radiatore, che impedisce una corretta circolazione dell’acqua calda. Un altro motivo potrebbe essere che l’impianto è squilibrato o la pressione dell’acqua è troppo bassa.
Potrebbe esserci un problema di bilanciamento nell’impianto, dove alcuni radiatori ricevono più acqua calda di altri. Potrebbe essere necessario bilanciare il flusso d’acqua tra i radiatori per migliorare l’efficienza.
Una perdita di acqua può essere causata da una guarnizione rovinata, una valvola danneggiata o una crepa nel radiatore stesso. È consigliabile spegnere l’impianto e consultare un idraulico per la riparazione.
La temperatura dei radiatori può essere regolata utilizzando valvole termostatiche che permettono di impostare la temperatura in modo autonomo per ogni ambiente. Questo aiuta a risparmiare energia e mantenere un comfort ottimale.
Lavare l’interno di un radiatore pressofuso, in particolare quelli in ghisa o alluminio, è un’operazione utile per mantenerne l’efficienza e rimuovere eventuali depositi di calcare, ruggine o residui di impurità che possono accumularsi nel tempo. Ecco i passi da seguire per eseguire un lavaggio interno efficace:
- Spegnere l’impianto di riscaldamento
Prima di iniziare, è fondamentale spegnere la caldaia e far raffreddare completamente l’impianto. Assicurati che l’acqua sia fredda prima di procedere.
- Svuotare l’impianto
Utilizza la valvola di scarico per svuotare completamente l’acqua dal radiatore e dal sistema di riscaldamento. Se l’impianto è centralizzato, questo processo potrebbe richiedere l’intervento di un tecnico, che dovrà svuotare l’intero impianto. - Collegare una pompa per il lavaggio (opzionale)
Se l’impianto è dotato di pompa di lavaggio (disponibile nei negozi specializzati), puoi utilizzarla per spingere una soluzione di acqua e detergente attraverso i radiatori, rimuovendo eventuali sedimenti e incrostazioni. Questo è particolarmente utile per impianti molto contaminati. - Usare una soluzione di lavaggio
Se non si dispone di una pompa specifica, puoi preparare una soluzione di acido citrico o un detergente anticalcare diluito in acqua. Versalo nel radiatore attraverso il raccordo di ingresso e lascialo agire per alcune ore. Questa soluzione aiuta a sciogliere calcare e ruggine. - Risciacquare abbondantemente
Dopo che il detergente ha avuto il tempo di agire, risciacqua il radiatore con abbondante acqua pulita per rimuovere completamente i residui di calcare e detergente. È importante che non rimangano tracce di prodotto chimico che possano danneggiare l’impianto. - Controllare il flusso e ricollegare l’impianto
Dopo il risciacquo, accertati che l’acqua circoli liberamente all’interno del radiatore. Se hai utilizzato una pompa di lavaggio, fai attenzione a ripristinare correttamente i collegamenti. Se necessario, fai un test di pressione dell’impianto per verificare che non ci siano perdite. - Rifare il carico dell’impianto
Una volta completato il lavaggio, ripristina la pressione dell’impianto (normalmente intorno a 1-1.5 bar), riaccendi la caldaia e controlla il corretto funzionamento di tutti i radiatori. - Spurgare l’aria
Non dimenticare di spurgare i radiatori per eliminare l’aria intrappolata, utilizzando la valvola di sfiato. Questo è essenziale per un riscaldamento omogeneo.
Consigli utili:
- Se il radiatore presenta accumuli di ruggine o incrostazioni gravi, potrebbe essere necessario eseguire un lavaggio professionale con prodotti specifici o richiedere l’intervento di un tecnico.
- I radiatori in alluminio o acciaio sono meno soggetti alla ruggine rispetto a quelli in ghisa, ma possono comunque accumulare sedimenti di calcare.
- Un’accurata pulizia interna può aumentare l’efficienza del riscaldamento e prolungare la vita dell’impianto.
Questo processo può essere eseguito periodicamente, ad esempio ogni 3-5 anni, per mantenere il sistema di riscaldamento in ottime condizioni e migliorarne le performance.
Il posto migliore per posizionare un radiatore dipende da vari fattori, come l’efficienza del riscaldamento, il comfort termico e l’estetica. Tuttavia, ci sono alcune linee guida generali che possono aiutarti a ottimizzare il funzionamento del radiatore:
- Sotto una finestra
Posizionare il radiatore sotto una finestra è una delle soluzioni più comuni. Questo perché le finestre sono una delle fonti principali di dispersione termica, quindi il radiatore aiuterà a contrastare la perdita di calore, creando una barriera termica che impedisce il passaggio di aria fredda nella stanza. In questo caso, il calore proveniente dal radiatore contribuirà a limitare l’effetto di raffreddamento della finestra.
- Lontano da ostacoli
È fondamentale evitare di bloccare il flusso d’aria del radiatore. Mobili ingombranti, tendaggi pesanti o divani posizionati davanti al radiatore impedirebbero una corretta circolazione del calore. Assicurati che il radiatore sia libero da ostacoli per permettere al calore di diffondersi uniformemente nella stanza. - Al centro della parete più lunga
Se non c’è una finestra su cui posizionare il radiatore, un’altra buona soluzione è metterlo al centro della parete più lunga. In questo modo il calore si distribuisce uniformemente in tutta la stanza, migliorando l’efficienza del riscaldamento. - Lontano da fonti di calore o umidità
Evita di posizionare il radiatore vicino a fornelli, camini o fonti di umidità (come bagni o cucine). Queste aree possono alterare la distribuzione del calore e influire negativamente sull’efficienza dell’impianto di riscaldamento. Inoltre, evitare la vicinanza a fonti di umidità aiuterà a prevenire la corrosione del radiatore. - In una stanza fredda o poco isolata
Se hai stanze più fredde o mal isolate, posizionare un radiatore in una zona strategica, come vicino a una parete esterna o in prossimità di un angolo più esposto al freddo, può contribuire a mantenere una temperatura più omogenea in tutta la casa. - Non vicino a ventilatori o condizionatori
Evita di posizionare il radiatore vicino a un ventilatore o condizionatore d’aria, in quanto questi dispositivi potrebbero influire negativamente sulla circolazione del calore, causando un riscaldamento poco uniforme della stanza. - In ambienti con soffitti alti
Se hai un soffitto molto alto, potrebbe essere utile posizionare il radiatore a una certa altezza o scegliere radiatori più potenti in grado di riscaldare adeguatamente l’intera stanza. In questi casi, potrebbe essere necessario anche un sistema di ventilazione per favorire la distribuzione uniforme del calore. - Sfruttare i riscaldamenti a pavimento o a parete
Se hai un impianto a pavimento o a parete, il radiatore non è più necessario, ma in ambienti con impianto tradizionale, il posizionamento va comunque studiato per massimizzare l’efficienza del sistema di riscaldamento.
In sintesi:
Il miglior posto per un radiatore è sotto una finestra (per contrastare la dispersione di calore), lontano da ostacoli che ne limiterebbero la diffusione, e in una zona della stanza che consenta una distribuzione uniforme del calore.
Lo scaldasalviette è un dispositivo progettato per riscaldare e asciugare asciugamani e panni in ambienti come il bagno. Esistono due tipi principali: idronico (collegato all’impianto di riscaldamento) ed elettrico (funzionante tramite resistenza elettrica interna). Gli scaldasalviette idronici utilizzano acqua calda che circola all’interno dei tubi, riscaldando il dispositivo e l’aria circostante per garantire una buona distribuzione del calore. Gli scaldasalviette elettrici, invece, sono alimentati da energia elettrica, riscaldando il dispositivo tramite una resistenza elettrica.
Questi dispositivi offrono diversi vantaggi, tra cui asciugatura rapida di asciugamani e tessuti, riscaldamento supplementare dell’ambiente bagno e una funzione estetica che arricchisce l’arredamento del bagno. Inoltre, possono essere dotati di termostati e timer per una gestione più efficiente dei consumi energetici. Gli scaldasalviette sono facili da installare, specialmente i modelli elettrici, che non richiedono un impianto di riscaldamento esistente.
La manutenzione è minima: per i modelli idronici è necessario controllare la pressione dell’acqua e sfiatare l’aria, mentre i modelli elettrici devono essere verificati per garantire la sicurezza elettrica. In generale, gli scaldasalviette migliorano il comfort del bagno, riscaldando l’ambiente e asciugando rapidamente asciugamani e panni.
Tutte le risposte alle domande sono semplici e veloci consigli dei tecnici Radiatori 2000 S.p.A., ogni installazione dei nostri prodotti deve essere fatta a regola d’arte da tecnici qualificati per garantire il corretto funzionamento del prodotto, il mantenimento della garanzia e le prestazioni dichiarate.